A chi non piace quella deliziosa sensazione di tenerezza quando in bocca si sciolgono questi morbidi cuscinetti?…. Nel 1300, nel suo Decamerone, Boccaccio gia’ parlava di gnocchi, ignorando che da li’ a due secoli, con la scoperta dell’America, le nutrienti patate avrebbero prepotentemente sostituito la farina in questa millenaria ricetta….
Oggi chi li acquista in busta al supermercato probabilmente non sa che ci vuole quasi piu’ tempo ad aprire la busta che a farli…..
Facciamo allora bollire delle patate…per favore, non le novelle…e rese a purea, la mischieremo con quel tanto di farina che si formi un morbido ma consistente impasto….velocemente ridotto a tubicini, ne ricaveremo tanti tocchetti….noi bambini avevamo il compito di incavarli con pollice di perfette dimensioni…
Gettarli nell’acqua bollente e vederli presto risalire in superficie era un mistero che tuttora mi affascina…
Velocemente scolati, eccoli pronti a sposarsi con molti sughi….
Proviamoli con il “sugo finto”, la versione povera del ricco ragu’….rosolando un battuto di cipolla, aglio, grasso di prosciutto o guanciale, peperoncino e qualche cucchiaio di conserva di pomodoro….il suo sapore stuzzicante ben si sposa con
la pastosita’ degli gnocchi, unione benedetta da una cascata di fragrante pecorino romano….
Finalmente appagati e’ facile chiedersi: ma perche’ dovremmo mangiarli solo di giovedi’?…
